Urban Living Lab a Caivano

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L’esperienza dei Living Lab nel rione di Parco Verde a Caivano prende forma all’interno di una riflessione critica sul ruolo della ricerca urbanistica ed architettonica nei contesti di marginalità urbana e sociale, mettendo in tensione il rapporto tra progetto di edifici e spazi pubblici, gli esiti attesi e gli utenti finali. In questo quadro, attraverso lo strumento proattivo dei Living Lab declinati alla scala urbana (e definiti Urban Living Lab) si sono sperimentate forme nuove di conoscenza e di co-progettazione, in un’arena che ha visto collaborare ricercatori, abitanti e attori locali. Nel caso di Parco Verde, la scelta di attivare un percorso di Urban Living Lab risponde alla necessità di interrogare criticamente uno spazio urbano segnato da una lunga distanza tra intenzioni progettuali e pratiche quotidiane, e da un forte divario tra le dotazioni previste e i loro usi reali, così come tra le infrastrutture costruite e la qualità della vita degli abitanti. I Living Lab si configurano come “laboratori di prossimità”, in grado di rendere visibili queste discrepanze – scarti – e di trasformarle in materiali utili per l’analisi, la co-creazione e la co-progettazione. Utilizzano forme di dialogo che connettono conoscenze esperte e competenze locali, integrando letture tecniche con narrazioni personali.

La metodologia adottata nella configurazione dei Living Lab si è fondata, seguendo le principali esperienze su questo strumento fondamentale di co-creazione, su una progressiva ibridazione tra ricerca, didattica e attività laboratoriale di cittadini e attori sociali ed istituzionali, intesa non come sovrapposizione di funzioni, ma come processo integrato di produzione di conoscenza. Nel caso specifico, ovviamente, la prospettiva di un Living Lab, originariamente ancorata ai procedimenti industriali per lo sviluppo di un prodotto, è stata declinata in quello che la ricerca ha definito Urban Living Lab (ULL) sulla scorta di diverse esperienze similari. In maniera sintetica un ULL ha un comportamento strutturato che è possibile discretizzare in alcuni passaggi chiave:

  • dà priorità alle esigenze dei cittadini nella progettazione, sperimentazione, implementazione e adozione di nuovi interventi;
  • definisce una sorta di prototipazione rapida e concept progettuali offrendo, contestualmente, le condizioni ideali per l’innovazione;
  • promuove un approccio multidisciplinare che attinge alle competenze e all’esperienza di diversi attori, cittadini, specialisti, ricercatori;
  • garantisce che gli stakeholder privati, pubblici e della ricerca collaborino e investano tempo, denaro e risorse umane nel progetto per addivenire ad un risultato condiviso e realizzabile.

In questo senso, anche a Caivano gli ULL si sono configurati come un processo strutturato, articolato in fasi successive e interconnesse, ciascuna delle quali svolge una funzione specifica all’interno del percorso complessivo. L’assunto di fondo è che la rigenerazione degli spazi di prossimità non possa essere affrontata esclusivamente attraverso strumenti tecnici o progettuali top-down, ma richieda una comprensione profonda delle pratiche d’uso, delle percezioni e delle narrazioni che attraversano i luoghi. Come si espliciterà di seguito, il percorso si è articolato in tre fasi principali: una prima fase esplorativa, una seconda fase di co-esplorazione e una terza fase di co-progettazione. A queste si affianca una giornata conclusiva di restituzione progettuale, in cui il lavoro svolto viene sintetizzato e reso pubblico.

Prima fase di esplorazione

Seconda fase di co-esplorazione e co-analisi

Terza fase di co-progettazione